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Ecobonus, il Governo lavora a proroga fino al 2021

Due anni in più per gli incentivi alla riqualificazione energetica e le ristrutturazioni degli immobili, mentre per il sismabonus la proroga potrebbe arrivare a tre anni.

Il Governo Conte prova a rifinanziare gli incentivi sui lavori di riqualificazione energetica, ristrutturazione e messa in sicurezza degli immobili.

Per quanto riguarda l’ecobonus, cioè i lavori per il miglioramento dell’efficienza energetica delle nostre case e degli edifici privati in generale, per il momento destinato a terminare entro il 31 dicembre di quest’anno, l’esecutivo punterebbe ad una sua proroga di almeno due anni, cioè con scadenza spostata al 31 dicembre 2021.

E’ quanto affermato dal ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, in un messaggio inviato al Convegno “Progettare il Paese“, organizzato dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.

In Legge di Bilancio ci adopereremo per una proroga delle misure relative a riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, anche attraverso l’utilizzo di materiali edili eco-compatibili e l’adozione di criteri di efficienza energetica nelle opere di restauro, non solo per offrire risorse a chi si accinge a ristrutturare, ma soprattutto per spingere le scelte di nuovi investimenti dei privati in questa direzione”, ha dichiarato il ministro, che poi chiude:

Vogliamo città moderne, intelligentidove alla tradizione affianchiamo servizi digitali in grado di modulare le infrastrutture materiali con quelle immateriali: nuove tecnologie delle comunicazioni, dell’efficienza energetica e della mobilità sono la premessa per riuscire a soddisfare le attuali esigenze di cittadini, imprese e istituzioni”.

Invariata dovrebbe invece rimanere la quota di detrazione, stabilita attorno al 65% per interventi come la coibentazione e al 50% per altri come il cambio delle finestre. Secondo quanto riportato stamattina dal Sole 24 Orela proroga dovrebbe riguardare anche le schermature solari, i micro generatori e le caldaie a biomasse.

Tempi ancora più lunghi, invece, per gli interventi condominiali.

Secondo il quotidiano economico e finanziario, infatti, potrebbe essere addirittura “triennale il prolungamento previsto per le detrazioni maggiorate al 70 e 75% per i cappotti termici e i lavori su parti comuni condominiali”, cioè fino al 31 dicembre 2024 (la scadenza è attualmente al 31 dicembre 2021).

Ulteriore proroga, infine, anche per il sismabonus, che il Governo vorrebbe spostare dal 31 dicembre 2019 al 31 dicembre 2024, sia per interventi in zona sismica 1 e 2, sia per quelli in zona 3.

L’agevolazione prevista nell’ecobonus, si legge sul sito dell’Agenzia delle entrate, consiste in una detrazione dall’Irpef o dall’ Ires ed è concessa quando si eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti. In generale, le detrazioni sono riconosciute per:

  • la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento;
  • il miglioramento termico dell’edificio (coibentazioni – pavimenti – finestre, comprensive di infissi);
  • l’installazione di pannelli solari;
  • la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

La detrazione spetta, inoltre, per l’acquisto e la posa in opera di schermature solari, di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, per l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, produzione di acqua calda o climatizzazione delle unità abitative

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Il mercato immobiliare cresce per il quinto anno consecutivo

Dinamica ancora positiva per l’indice di affordability, la misura della possibilità di accesso all’acquisto della casa da parte delle famiglie.

E’ fra i dati che emergono dal Rapporto immobiliare residenziale realizzato dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, in collaborazione con ABI, l’associazione bancaria italiana. Per CNGeGL alla presentazione sono intervenuti i Consiglieri Paolo Biscaro e Livio Spinelli.

Nel 2018 il mercato delle case segna un nuovo rialzo, questa volta del 6,5% rispetto all’anno precedente, raggiungendo nuovamente il dato più alto dal 2010 ad oggi, per un totale di quasi 580mila transazioni e un fatturato di oltre 94 miliardi di euro.
La conferma dello scenario che già emergeva con la pubblicazione dei dati relativi al quarto trimestre 2018, arriva dall’annuale Rapporto immobiliare residenziale realizzato dall’Omi (Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate) in collaborazione con l’Abi.
Tra le grandi città, i maggiori rialzi si osservano a Bologna, Palermo e Napoli.
Secondo una elaborazione ABI contenuta nel Rapporto, nel 2018 l’acquisto di una casa risulta accessibile al 78% delle famiglie italiane, valore che rappresenta il massimo storico mai registrato.
L’indice di affordability sintetizza vari fattori (reddito disponibile, prezzi delle case, andamento tassi di interesse sui mutui) che influenzano la possibilità per una famiglia di acquistare un’abitazione.
L’aumento – secondo l’ABI – è riconducibile sia al calo del costo relativo delle case (rapporto tra prezzo e reddito disponibile), sia alla contrazione dei tassi di interesse sui mutui.
Il miglioramento delle condizioni di accesso all’acquisto di una abitazione risulta, inoltre, piuttosto omogeneo a livello territoriale: in particolare, la condizione di accessibilità (valore dell’indice di affordability maggiore di zero) si conferma in tutte le regioni e raggiunge il valore massimo storico per 18 delle 19 regioni considerate.
QUI il comunicato stampa congiunto dell’Agenzia delle Entrate e dell’ABI
QUI per il download completo del Rapporto Immobiliare residenziale