bonus facciate

Bonus facciate, valido anche per i lavori iniziati nel 2019

L’effettuazione delle spese è la chiave per ottenere la detrazione

Il bonus facciate 2020 potrà essere esteso anche agli interventi realizzati nel corso del 2019. È quello che si evince da un’attenta lettura del testo del ddl bilancio, ora pronto per passare l’esame del Senato.

Il ddl bilancio, prevede, infatti che la detrazione del 90% sia valida per le “spese documentate sostenute nel 2020 relative agli interventi edilizi, ivi inclusi quelli di manutenzione ordinaria, finalizzati al recupero o restauro della facciata degli edifici”.

La frase in neretto è cruciale perché fa riferimento al momento in cui vengono effettuati i pagamenti, però non dice nulla del momento in cui i lavori devono essere realizzati. Si può quindi facilmente desumere che la detrazione sia valida anche per i lavori realizzati nel 2019, ma per i quali i pagamenti sono materialmente effettuati nel corso del 2020.

Secondo quanto scrive il Sole24Ore, un caso analogo si era verificato  nel 2013 per l’ecobonus. 

In quel caso, secondo l’Agenzia delle Entrate, l’utilizzo del termine “spese sostenute senza altre condizioni volte a circoscrivere l’applicazione della più elevata aliquota del 65% in realzione alla data di avvio degli interventi” implicava che si dovesse far riferimento “alla data dell’effettivo pagamento”. 

ecobonus

Ecobonus, il Governo lavora a proroga fino al 2021

Due anni in più per gli incentivi alla riqualificazione energetica e le ristrutturazioni degli immobili, mentre per il sismabonus la proroga potrebbe arrivare a tre anni.

Il Governo Conte prova a rifinanziare gli incentivi sui lavori di riqualificazione energetica, ristrutturazione e messa in sicurezza degli immobili.

Per quanto riguarda l’ecobonus, cioè i lavori per il miglioramento dell’efficienza energetica delle nostre case e degli edifici privati in generale, per il momento destinato a terminare entro il 31 dicembre di quest’anno, l’esecutivo punterebbe ad una sua proroga di almeno due anni, cioè con scadenza spostata al 31 dicembre 2021.

E’ quanto affermato dal ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, in un messaggio inviato al Convegno “Progettare il Paese“, organizzato dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.

In Legge di Bilancio ci adopereremo per una proroga delle misure relative a riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, anche attraverso l’utilizzo di materiali edili eco-compatibili e l’adozione di criteri di efficienza energetica nelle opere di restauro, non solo per offrire risorse a chi si accinge a ristrutturare, ma soprattutto per spingere le scelte di nuovi investimenti dei privati in questa direzione”, ha dichiarato il ministro, che poi chiude:

Vogliamo città moderne, intelligentidove alla tradizione affianchiamo servizi digitali in grado di modulare le infrastrutture materiali con quelle immateriali: nuove tecnologie delle comunicazioni, dell’efficienza energetica e della mobilità sono la premessa per riuscire a soddisfare le attuali esigenze di cittadini, imprese e istituzioni”.

Invariata dovrebbe invece rimanere la quota di detrazione, stabilita attorno al 65% per interventi come la coibentazione e al 50% per altri come il cambio delle finestre. Secondo quanto riportato stamattina dal Sole 24 Orela proroga dovrebbe riguardare anche le schermature solari, i micro generatori e le caldaie a biomasse.

Tempi ancora più lunghi, invece, per gli interventi condominiali.

Secondo il quotidiano economico e finanziario, infatti, potrebbe essere addirittura “triennale il prolungamento previsto per le detrazioni maggiorate al 70 e 75% per i cappotti termici e i lavori su parti comuni condominiali”, cioè fino al 31 dicembre 2024 (la scadenza è attualmente al 31 dicembre 2021).

Ulteriore proroga, infine, anche per il sismabonus, che il Governo vorrebbe spostare dal 31 dicembre 2019 al 31 dicembre 2024, sia per interventi in zona sismica 1 e 2, sia per quelli in zona 3.

L’agevolazione prevista nell’ecobonus, si legge sul sito dell’Agenzia delle entrate, consiste in una detrazione dall’Irpef o dall’ Ires ed è concessa quando si eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti. In generale, le detrazioni sono riconosciute per:

  • la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento;
  • il miglioramento termico dell’edificio (coibentazioni – pavimenti – finestre, comprensive di infissi);
  • l’installazione di pannelli solari;
  • la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

La detrazione spetta, inoltre, per l’acquisto e la posa in opera di schermature solari, di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, per l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, produzione di acqua calda o climatizzazione delle unità abitative

Mostra Leonardo Scuderie Quirinale

Leonardo da Vinci. La Scienza prima della Scienza

La mostra alle Scuderie del Quirinale, dal 13 marzo al 30 giugno 2019, intende presentare al grande pubblico la figura di Leonardo da Vinci all’interno della fitta trama di relazioni culturali che pervade l’ingegneria, la tecnica, l’arte e il pensiero tra Quattro e Cinquecento.

Mostra Leonardo Scuderie Quirinale

L’obiettivo è di ripercorrere l’opera di Leonardo sul fronte tecnologico e scientifico con l’esposizione di oltre 200 opere che accompagnano il pubblico in un percorso che attraversa i grandi temi al centro del dibattito rinascimentale affrontati da Leonardo, come l’utilizzo del disegno e della prospettiva in quanto strumenti di conoscenza e rappresentazione, l’arte della guerra tra tradizione e innovazione, il vagheggiamento di macchine fantastiche come quelle per il volo, la riflessione sulla città ideale e la riscoperta del mondo classico.

 

In occasione delle celebrazioni per i cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci, le Scuderie del Quirinale insieme al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano e alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, presentano al grande pubblico la mostra “Leonardo da Vinci.

La scienza prima della scienza”: un percorso conoscitivo alla scoperta del Maestro toscano, raccontato nell’ambito della fitta trama di relazioni culturali e del dinamico contesto artistico che ha caratterizzato il periodo tra il Quattro e il Cinquecento italiano.

L’esposizione, visitabile dal 13 marzo al 30 giugno, è curata da Claudio Giorgione – curatore del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci – e indaga l’opera vinciana attraverso preziosi disegni e manufatti originali, modelli storici e manoscritti, tra cui l’unico libro con sue annotazioni autografe.

“Una grande mostra pensata per le Scuderie del Quirinale – afferma Claudio Giorgione – che intende restituire gli studi e le interpretazioni più recenti dell’opera di Leonardo ingegnere e umanista, evidenziandone le relazioni con il pensiero dei suoi contemporanei.

Questa esposizione è resa speciale dall’eccezionale integrazione tra i modelli della collezione storica del Museo, i fogli del Codice Atlantico della Biblioteca Ambrosiana e i preziosi prestiti concessi da prestigiose istituzioni italiane e europee”.

Dalla formazione toscana al soggiorno milanese, fino al tardo periodo romano, la mostra ripercorre l’attività di Leonardo da Vinci sul fronte tecnologico e scientifico, tracciando le connessioni culturali con i suoi contemporanei.

Oltre 200 opere accompagnano il pubblico in un percorso che attraversa i grandi temi al centro del dibattito rinascimentale affrontati da Leonardo, come l’utilizzo del disegno e della prospettiva in quanto strumenti di conoscenza e rappresentazione, l’arte della guerra tra tradizione e innovazione, il vagheggiamento di macchine fantastiche come quelle per il volo, la riflessione sulla città ideale e la riscoperta del mondo classico.

In mostra si potranno ammirare dieci disegni originali appartenenti al prezioso Codice Atlantico custodito dalla Biblioteca Ambrosiana raramente esposti al pubblico, insieme a una vasta selezione di modelli storici, provenienti dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, in un confronto serrato e inedito con gli originali leonardeschi, molti dei quali esposti per la prima volta dopo il restauro.

La mostra propone poi al pubblico un altro elemento di altissimo valore: i portelli originali della chiusa di San Marco del Naviglio di Milano, rimasti in uso fino al 1929. Ad arricchire il percorso, manoscritti, disegni, stampe, cinquecentine illustrate e dipinti provenienti da prestigiose istituzioni italiane ed europee.

Un focus speciale è dedicato alla biblioteca di Leonardo, con l’esposizione del prezioso trattato di Francesco di Giorgio, in prestito dalla Biblioteca Laurenziana, unico volume appartenente con certezza al Maestro e arricchito da annotazioni di suo pugno. Eccezionalmente in prestito dalla Bibliothèque di Ginevra è inoltre uno dei due manoscritti della Divina Proportione di Luca Pacioli, realizzato per il duca Ludovico il Moro nel 1498 e arricchito dalla raffigurazione di sessanta solidi basati sui disegni preparatori eseguiti dalla “ineffabile sinistra mano” di Leonardo.

Conclude la retrospettiva una riflessione sul mito di Leonardo, su come sia nato e su come nel tempo si sia sviluppato generando un fenomeno che ancora oggi stimola interesse e curiosità. “Attraverso l’attenta ricostruzione del contesto culturale, il racconto delle contaminazioni tra le diverse discipline e la descrizione delle abilità tecniche e scientifiche di Leonardo, abbiamo voluto offrire una visione ampia della sua figura, troppo spesso presentata come genio isolato” sottolinea Matteo Lafranconi, Direttore delle Scuderie del Quirinale.

La mostra inoltre vanta la collaborazione eccezionale del maestro del ritratto Thomas Cian, sua la firma del volto di Leonardo utilizzato per la campagna di comunicazione della mostra, e dello scrittore Marco Malvaldi, autore del libretto composto per l’occasione “L’investigatore universale”.

Eventi speciali e laboratori contribuiranno ad arricchire e approfondire i contenuti di una mostra già di così ampio respiro: adulti e bambini potranno mettersi alla prova con corsi di affresco e disegno prospettico sperimentando inoltre la tecnica di costruzione delle macchine e la calligrafia dell’epoca vinciana.

Oltre a corsi e laboratori ospitati direttamente all’interno delle Scuderie del Quirinale la città di Roma diventa palcoscenico dell’iniziativa “Leonardo in città” una ricca serie di appuntamenti e incontri sulla figura di Leonardo e sul suo pensiero.

Biblioteca Angelica e Teatro Argentina sono soltanto alcune delle istituzioni che ospiteranno la manifestazione celebrativa del Maestro. “Con questa prestigiosa esposizione- conclude Mario de Simoni, Presidente e AD di Ales S.p.A.- l’Italia rende omaggio al genio di Leonardo, situato nel ricco contesto culturale del suo tempo.

Il numero di opere esposte, la loro importanza e l’accurato progetto scientifico, contribuiscono a rendere la mostra un appuntamento di grande rilievo nel fitto calendario delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte del Maestro toscano”.

Scuderie del Quirinale

Dal 13/03/2019 – al 30/06/2019

Da domenica a giovedì dalle 10.00 alle 20.00

Venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.30 

calcolo-TASI-IMU

Aliquote Imu e Tasi 2019 per il pagamento di giugno

Il 17 giugno scade la prima rata dell’Imu e della Tasi per il 2019. Per i proprietari di prime case di lusso e di immobili diversi dall’abitazione principale è tempo di fare i conti.

Per non commettere errori nel calcolo delle due imposte bisogna conoscere le aliquote da applicare alle diverse tipologie catastali, scelte dai comuni dove è situtato l’immobile. Ecco, quindi, quali sono le aliquote per la prima rata di Imu e Tasi

Le delibere municipali, con le aliquote per le diverse categorie di immobili, sono consultabili sui portali delle diverse amministazioni. Il contribuente, infatti, può conoscere le aliquote deve applicare per il pagamento dell’imposta sull’immobile consultando la pagina web del Comune dove possiede la casa.

Mef, aliquote Imu e tasi

Inoltre, è possibile utilizzare lo strumento ufficiale fornito dal Dipartimento delle Finanze, che contiene tutti i regolamenti pubblicati dai Comuni. E’ importante sapere che la prima rata si paga facendo riferimento alle aliquote elaborate dai Comuni per il 2017, mentre la seconda rata si calcolerà facendo riferimento alle nuove che saranno approvate dalle amministrazioni comunali entro luglio e pubblicate dal Mef entro fine ottobre.

Per consultare le delibere approvate dai Comuni e le conseguenti aliquote per il versamento della prima rata di Imu e Tasi clicca qui

 

Per calcolare la tua rata Imu clicca qui

Aliquote Imu a Roma

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Aliquote Tasi a Roma

 

Fonte: Valore Immobiliare

Progettazione

L’Esame di stato di abilitazione alla libera professione

COME SI ARRIVA ALL’ESAME DI STATO?

Iscrivendosi al registro dei praticanti presso il Collegio e svolgendo 18 mesi di pratica presso  lo studio professionale di un geometra, ovvero un ingegnere civile o un architetto, iscritti nei  rispettivi albi professionali da almeno un quinquennio.
La domanda di iscrizione va consegnata allo sportello del Collegio aperto il lunedì, martedì e giovedì dalle ore 9:00 alle 13:00.

 

Svolgendo un percorso formativo così articolato:

  1. completando un periodo di 18 mesi di attività tecnica subordinata, anche al di fuori di uno studio professionale.
  2. frequentato, con esito positivo, corsi di istruzione e formazione tecnica superiore, della   durata di quattro semestri;
  3. diplomi universitari triennali e lauree o conseguito lauree presso le facoltà di agraria, ingegneria, architettura e scienze matematiche, fisiche o naturali, comprensive di un tirocinio di 6 mesi;

APPROFONDIMENTI

  Lista documentazione occorrente per l’iscrizione al registro dei praticanti
  Direttive del Consiglio Nazionale Geometri norme sul praticantato
  Regolamento Esami di Stato per l’abilitazione alla professione
  Regolamento riordino professioni

 

AGEVOLAZIONI

Ai sensi dell’art. 3 comma 3 del Regolamento di attuazione delle norme statutarie della Cassa Geometri,  gli iscritti alla Cassa possono chiedere il riscatto del periodo di iscrizione al registro dei praticanti per le annualità previste, con le modalità e i termini di cui all’art. 48 del Regolamento  sulla contribuzione

ESAMI DI STATO PER L’ABILITAZIONE ALLA LIBERA PROFESSIONE


  Ordinanza Ministeriale – Esame di Stato sessione 2019

  Riepilogo procedura esami

  Schema di domanda di ammissione all’Esame di Stato 2019

  Curriculum

  Elenco documenti

Trova l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate

 

CORSO DI PREPARAZIONE AGLI ESAMI DI STATO 2019

A seguito del termine della presentazione delle domande verranno pubblicate le notizie relative al corso.

 Notizia

 Calendario

 Scheda di adesione

 

Fonte: Georoma.it

mercato-immobiliare

Il mercato immobiliare cresce per il quinto anno consecutivo

Dinamica ancora positiva per l’indice di affordability, la misura della possibilità di accesso all’acquisto della casa da parte delle famiglie.

E’ fra i dati che emergono dal Rapporto immobiliare residenziale realizzato dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, in collaborazione con ABI, l’associazione bancaria italiana. Per CNGeGL alla presentazione sono intervenuti i Consiglieri Paolo Biscaro e Livio Spinelli.

Nel 2018 il mercato delle case segna un nuovo rialzo, questa volta del 6,5% rispetto all’anno precedente, raggiungendo nuovamente il dato più alto dal 2010 ad oggi, per un totale di quasi 580mila transazioni e un fatturato di oltre 94 miliardi di euro.
La conferma dello scenario che già emergeva con la pubblicazione dei dati relativi al quarto trimestre 2018, arriva dall’annuale Rapporto immobiliare residenziale realizzato dall’Omi (Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate) in collaborazione con l’Abi.
Tra le grandi città, i maggiori rialzi si osservano a Bologna, Palermo e Napoli.
Secondo una elaborazione ABI contenuta nel Rapporto, nel 2018 l’acquisto di una casa risulta accessibile al 78% delle famiglie italiane, valore che rappresenta il massimo storico mai registrato.
L’indice di affordability sintetizza vari fattori (reddito disponibile, prezzi delle case, andamento tassi di interesse sui mutui) che influenzano la possibilità per una famiglia di acquistare un’abitazione.
L’aumento – secondo l’ABI – è riconducibile sia al calo del costo relativo delle case (rapporto tra prezzo e reddito disponibile), sia alla contrazione dei tassi di interesse sui mutui.
Il miglioramento delle condizioni di accesso all’acquisto di una abitazione risulta, inoltre, piuttosto omogeneo a livello territoriale: in particolare, la condizione di accessibilità (valore dell’indice di affordability maggiore di zero) si conferma in tutte le regioni e raggiunge il valore massimo storico per 18 delle 19 regioni considerate.
QUI il comunicato stampa congiunto dell’Agenzia delle Entrate e dell’ABI
QUI per il download completo del Rapporto Immobiliare residenziale
Ristrutturazione

Ristrutturazione e invio all’Enea: cosa accade in caso di tardiva od omessa comunicazione?

È l’Agenzia delle Entrate che chiarisce cosa succede in caso di ritardo o mancato invio della comunicazione seppur obbligatorio da effettuarsi all’Enea in caso di lavori di ristrutturazione finalizzati al risparmio energetico.

Dal 1° gennaio 2018 devono essere trasmessi all’Enea i dati relativi ad alcuni interventi di recupero del patrimonio edilizio finalizzati al risparmio energetico per i quali spetta la detrazione Irpef al 50%, nonché quelli relativa all’acquisto di elettrodomestici in classe energetica A+ (A per i forni) che danno diritto al “bonus mobili”.

L’invio va effettuato, entro 90 giorni dalla data di ultimazione dei lavori o del collaudo, attraverso un sito web dedicato. Ma cosa succede se non si effettua tale comunicazione?

Risponde a tale domanda l’Agenzia delle Entrate (risoluzione n. 46/E del 18 aprile 2019), secondo cui qualora non si esegua la comunicazione all’Enea, seppure obbligatorio, non decade il diritto a fruire del bonus fiscale.  In caso di mancato o tardivo adempimento, ciò non determina la perdita del diritto alla detrazione, in virtù del fatto che non è prevista alcuna sanzione nel caso non vi si provveda.

La comunicazione all’Enea

Come per l’ecobonus, alcuni lavori di ristrutturazione volti al risparmio energetico devono essere comunicati all’Enea. In particolare trattasi degli interventi finalizzati alla riduzione delle dispersioni termiche di pareti verticali, coperture e pavimenti;  sostituzione di infissi; installazione di collettori solari; sostituzione di generatori di calore con caldaie a condensazione; generatori di calore ad aria a condensazione; pompe di calore per climatizzazione degli ambienti; sistemi ibridi; microcogeneratori; sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore; installazione di generatori di calore a biomassa; installazione di sistemi di contabilizzazione del calore negli impianti centralizzati; sistemi di termoregolazione e building automazione; impianti fotovoltaici. Soggetti all’obbligo anche i dati riguardanti l’acquisto di  elettrodomestici (forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga, lavatrici) di classe energetia A+ (per i forni, è sufficiente la A) collegati a un intervento di recupero del patrimonio edilizio iniziato a decorrere dal 1° gennaio 2017 e per i quali si fruisce del “bonus mobili”.

Il sito per l’invio delle comunicazioni relative agli interventi di risparmio energetico con fine lavori nel 2019 che possono beneficiare del bonus casa è  https://bonuscasa2019.enea.it, da utilizzare per trasmettere la documentazione relativa agli interventi di risparmio energetico (e utilizzo di fonti rinnovabili) che beneficiano delle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie. La trasmissione della documentazione all’Enea deve essere effettuata entro 90 giorni dalla fine dei lavori,cioè dal collaudo, a prescindere dalla data dei pagamenti. E se l’intervento è semplice e non richiede collaudo, la data di fine lavori può essere provata anche mediante la documentazione emessa da chi ha eseguito l’opera o dal tecnico che compila la scheda informativa.

bonus-risparmio-energetico-detrazioni-cos-e-come-funziona-quando-spetta

Lavori in casa 2019: on line i siti Enea per l’invio dei dati

Online i siti Enea ai quali inviare i dati per gli interventi di risparmio energetico e quelli di ristrutturazione finalizzati al risparmio energetico, con fine lavori nel 2019 che possono beneficiare rispettivamente dell’ecobonus e del bonus ristrutturazione.

 

Gli interventi di risparmio energetico e quelli di ristrutturazione  che comportano un risparmio energetico (che permettono di avere rispettivamente l’ecobonus e il bonus casa) con fine lavori nel 2019 devono essere comunicati all’Enea. L’Agenzia ha reso disponibili on line i relativi siti a cui inviare i dati relativi proprio all’anno 2019.

 Bonus casa 2019: il portale per l’invio dei dati all’Enea

Per quanto gli interventi edilizi che comportano risparmio energetico e/o l’utilizzo delle fonti rinnovabili di energia e che accedono alle detrazioni fiscali previste per le ristrutturazioni edilizie, al 50% fino al 31.12 2019 , vige l’obbligo di trasmettere all’ENEA le informazioni sui lavori effettuati, analogamente a quanto già previsto per le detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica (Ecobonus). Gli interventi soggetti all’obbligo di invio sono:

  • Strutture edilizie: riduzione della trasmittanza delle pareti verticali che delimitano gli ambienti riscaldati dall’esterno, dai vani freddi e dal terreno; riduzione delle trasmittanze delle strutture opache orizzontali e inclinate (coperture) che delimitano gli ambienti riscaldati dall’esterno e dai vani freddi; riduzione della trasmittanza termica dei pavimenti che delimitano gli ambienti riscaldati dall’ l’esterno, dai vani freddi e dal terreno
  • Infissi: riduzione della trasmittanza dei serramenti comprensivi di infissi che delimitano gli ambienti riscaldati dall’ esterno e dai vani freddi
  • Impianti tecnologici: installazione di collettori solari (solare termico) per la produzione di acqua calda sanitaria e/o il riscaldamento degli ambienti; sostituzione di generatori di calore con caldaie a condensazione per il riscaldamento degli ambienti (con o senza produzione di acqua calda sanitaria) o per la sola produzione di acqua calda per una pluralità di utenze ed eventuale adeguamento dell’impianto;  sostituzione di generatori con generatori di calore ad aria a condensazione ed eventuale adeguamento dell’impianto;  pompe di calore per climatizzazione degli ambienti ed eventuale adeguamento dell’impianto; sistemi ibridi (caldaia a condensazione e pompa di calore) ed eventuale adeguamento dell’impianto; microcogeneratori; scaldacqua a pompa di calore; generatori di calore a biomassa;  installazione di sistemi di contabilizzazione del calore negli impianti centralizzati per una pluralità di utenze;  installazione di sistemi di termoregolazione e building automation; installazione di impianti fotovoltaici.

L’obbligo di invio all’Enea riguarda anche l’acquisto di elettrodomestici (solo se collegati ad un intervento di recupero del patrimonio edilizio iniziato a decorrere dal: 1° gennaio 2017 per le spese sostenute nel 2018  e dal ° gennaio 2018 per le spese sostenute nel 2019) per cui si fruisce del bonus mobili. Tali elettrodomestici sono: forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga, lavatrici e asciugatrici. Per gli elettrodomestici all’Enea in particolare va comunicato il valore della potenza elettrica assorbita dall’elettrodomestico è riportato, in genere, nella scheda tecnica dello specifico prodotto o nel libretto di istruzioni o sulla targhetta attaccata all’apparecchio.

Il portale relativo agli interventi per avere il bonus casa è https://bonuscasa2019.enea.it.

Ecobonus 2019: il portale per l’invio all’Enea

Per quanto riguarda l’ecobonus, prorogato al 31 dicembre 2019, nella misura del 65% e del 50% a seconda degli interventi, il portale Enea a cui inviare i dati dei lavori è https://ecobonus2019.enea.it. L’obbligo dell’invio all’Enea vige per tutti gli interventi connessi all’ecobonus come:

  • la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento
  • il miglioramento termico dell’edificio (coibentazioni – pavimenti – finestre, comprensive di infissi)
  • l’installazione di pannelli solari
  • la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale
Entro quando inviare i dati

Il termine per la trasmissione dei dati all’ENEA, per entrambe le tipologie di detrazione fiscale, è di 90 giorni dalla data di fine lavori. Per gli interventi la cui data di fine lavori è compresa tra il  1° gennaio 2019 e l’11 marzo 2019, il termine di 90 giorni decorre dall’11 marzo, giorno di messa on line del sito. Per “data di fine lavori” si può considerare la dichiarazione di fine lavori a cura del direttore dei lavori quando prevista, la data di collaudo anche parziale, la data della dichiarazione di conformità quando prevista. Per gli elettrodomestici si può considerare la data del bonifico o di altro documento di acquisto ammesso.

Fonte: CosediCasa

Ristrutturare il sottotetto con le detrazioni fiscali

Per chi sceglie di ristrutturare il sottotetto e trasformarlo in abitazione, fino al 31 dicembre 2019 ci sono gli incentivi fiscali: la detrazione al 50% per la ristrutturazione, il bonus mobili per l’acquisto di arredi ed elettrodomestici e l’ecobonus in caso di particolari condizioni. Facciamo il punto.

Per dare più valore alla propria abitazione e guadagnare nuovo spazio abitabile soluzione ideale è ristrutturare il sottotetto. La soffitta è un ambiente di casa che presenta un grande potenziale grazie al maggior apporto di luce naturale e alla possibilità che offre a chi ha necessità di maggiore spazio potendo ricavare nuove stanze senza dover cambiare casa. Inoltre ristrutturando il sottotetto si può recuperare parte dell’investimento grazie agli incentivi fiscali.  Fino al 31 dicembre 2019, grazie alla proroga prevista dalla Legge di Stabilità, si può fruire della detrazione del 50% per le spese sostenute per la ristrutturazione degli edifici, inclusi quelli per l’arredamento. Il bonus del 50% è infatti applicabile anche all’acquisto di mobili ed elettrodomestici in classe A+ (classe A solo per i forni), acquistati per arredare l’immobile oggetto dei lavori di recupero edilizio. Vediamo più nello specifico in cosa consiste l’agevolazione fiscale, i lavori ammessi e gli adempimenti richiesti dalla legge.

In cosa consiste la detrazione del 50%

L’agevolazione consiste in una detrazione dall’imposta lorda IRPEF pari al 50% delle spese per gli interventi di ristrutturazione di edifici residenziali effettuati entro il 31 dicembre 2019. Il limite massimo di spesa sul quale viene effettuata la detrazione è di 96.000 euro per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2019 e la detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di uguale importo. Così ad esempio: se per ristrutturare la mansarda si spendono 50 mila euro, la detrazione IRPEF sarà sul 50% della spesa, quindi su 25 mila euro che verranno divisi in rate di 2,5 mila euro per 10 anni.

I lavori ammessi all’agevolazione

Tra gli interventi edilizi ammessi al bonus ristrutturazione troviamo anche il recupero dei sottotetti a fini abitativi, qualificati a tutti gli effetti come restauro e risanamento conservativo e/o ristrutturazione. Nei dettagli i lavori ammessi all’agevolazione sono:

  • interventi di manutenzione straordinaria, per le opere di restauro e risanamento conservativo e per i lavori di ristrutturazione edilizia effettuati  sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze.
  • Interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia), effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali.

Per fare due esempi su tutti si pensi a chi voglia recuperare un immobile antico e ristrutturare il sottotetto o ancora chi abita in un condominio e l’assemblea decida di creare dei lucernari per accedere alle linee vita del tetto. Sono entrambi esempi di lavori che possono rientrare in questo tipo di agevolazione.

Altre spese soggette ad agevolazione

Nella detrazione IRPEF del 50% per i lavori di ristrutturazione non sono detraibili soltanto le spese effettive dei lavori, ma anche tutta una serie di spese accessorie. Per rendere abitabile un sottotetto esistente è necessario un atto notarile con cui lo stesso sottotetto è dichiarato “pertinenza” dell’unità immobiliare principale, purché l’intervento non comporti l’aumento della volumetria originariamente dichiarata. Anche il costo sostenuto per la redazione di tale atto notarile è ammesso nella detrazione del 50% poiché determina l’importo del contributo detraibile.

Le altre spese ammesse alla detrazione IRPEF al 50% sono:

  • spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse
  • spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento
  • spese per la messa in regola degli edifici ai sensi del DM 37/2008 – ex legge 46/90 (impianti elettrici) e delle norme Unicig per gli impianti a metano (legge 1083/71)
  • spese per l’acquisto dei materiali
  • compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti
  • spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi
  • imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunzie di inizio lavori
  • oneri di urbanizzazione
  • altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi nonché agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati (decreto n. 41 del 18 febbraio 1998)
  • spese sostenute per l’atto notarile per la costituzione del vincolo pertinenziale.

Non sono invece ammesse nell’agevolazione le spese di trasloco e custodia dei mobili per il periodo necessario all’effettuazione degli interventi di recupero edilizio.

Chi può richiedere il bonus ristrutturazione

A fruire della detrazione fiscale per la ristrutturazione del sottotetto oltre al proprietario dell’immobile è anche l’inquilino o il comodatario. La detrazione spetta inoltre anche al familiare, come il coniuge, i parenti entro il terzo grado, gli affini entro il secondo grado, conviventi del possessore o detentore dell’immobile, purché sostenga le spese e le fatture e i bonifici risultino intestati a lui, il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge e il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016.

Cosa fare per avere la detrazione fiscale

Per poter fruire del bonus fiscale occorre pagare le spese tramite bonifico bancario o postale parlante da cui devono risultare specifici elementi:

  • la causale del versamento,
  • il codice fiscale del soggetto che paga
  • il codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

Al momento del pagamento del bonifico, banche e Poste Italiane Spa devono operare una ritenuta dell’8% a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dall’impresa che effettua i lavori.

Per usufruire della detrazione è sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione. Per quanto riguarda i documenti da presentare al Comune, il consiglio è affidarsi a un progettista che, se previsto dal tipo di lavori, richiederà i permessi necessari all’inizio dei lavori, altrimenti – se si tratta di un intervento libero – non occorre alcun permesso.

Dal 22 aprile 2018 infatti è entrato in vigore il nuovo Glossario dell’edilizia libera che elenca in maniera non esaustiva tutti gli interventi di manutenzione, anche sull’esterno dell’edificio e in giardino, che possono essere effettuati senza la necessità di presentare alcun tipo di comunicazione al Comune. In totale tali interventi che non richiedono comunicazioni (Cila, Scia) né Permesso di costruire sono 58Nella lista ci sono i classici lavori di manutenzione in casa come:

 

  • riparazione, sostituzione, rinnovamento di pavimentazione esterna e interna
  • rifacimento, riparazione, tinteggiatura (comprese le opere correlate) di intonaci interni e esterni
  • riparazione, sostituzione, rinnovamento di elementi decorativi delle facciate
  • riparazione, sostituzione, rinnovamento di opere di lattoneria e impianti di scarico
  • riparazione, sostituzione, rinnovamento, messa a norma di parapetti e ringhiere
  • riparazione, integrazione, efficientamento, rinnovamento e/o messa a norma di impianti elettrici
  • riparazione, integrazione, efficientamento, rinnovamento di impianti per la distribuzione e l’utilizzazione di gas
  • riparazione, integrazione, efficientamento, rinnovamento, sostituzione e integrazione di impianti igienico e idro-sanitari e di impianti di scarico
  • interventi relativi alle barriere architettoniche e lavori per opere temporanee, installazione, previa Comunicazione di inizio dell’avvio dei lavori
  • interventi di manutenzione, riparazione e rimozione di gazebo
  • installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di pannelli solari, fotovoltaici e generatori microeolici.
La comunicazione all’Enea

Tra gli adempimenti richiesti per avere il bonus fiscale, la legge di bilancio 2018 ha introdotto l’obbligo di trasmettere all’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, le informazioni sui lavori di ristrutturazione realizzati sugli immobili, analogamente a quanto già previsto in materia di detrazioni per la riqualificazione energetica degli edifici per gli interventi che comportano un risparmio energetico. Non tutti i lavori di ristrutturazione però devono essere comunicati all’Enea, ma solo quelli che comportano risparmio energetico e/o utilizzo di fonti rinnovabili di energia. Questi lavori sono quelli che riguardano:

  • serramenti comprensivi d’infissi
  • coibentazioni delle strutture opache
  • installazione o sostituzione di impianti tecnologici tra cui collettori solari, generatori di calore con caldaie a condensazione, pompe di calore, sistemi ibridi, microcogeneratori (Pe<50kWe), scaldacqua a pompa di calore, generatori di calore a biomassa, sistemi di contabilizzazione del calore, sistemi di termoregolazione e building automation e impianti fotovoltaici;
  • elettrodomestici, solo se collegati ad un intervento di recupero del patrimonio edilizio iniziato a decorrere dal 1° gennaio 2017, come: forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga e lavatrici.

L’invio della documentazione va effettuata, entro 90 giorni dalla data di ultimazione dei lavori o del collaudo, attraverso il sito http://ristrutturazioni2018.enea.it. Solo per gli interventi la cui data di fine lavori (o di collaudo) è compresa tra il 1° gennaio 2018 e il 21 novembre 2018 il termine dei 90 giorni decorre da quest’ultima data.

I documenti da conservare

Una volta avviati i lavori è fondamentale conservare tutta una serie di documenticonnessi alla ristrutturazione:

  • abilitazioni amministrative in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessione, autorizzazione o comunicazione di inizio lavori). Se queste abilitazioni non sono previste è sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui deve essere indicata la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi di ristrutturazione edilizia posti in essere rientrano tra quelli agevolabili
  • domanda di accatastamento per gli immobili non ancora censiti
  • ricevute di pagamento della tassa gli immobili (ex Imu)
  • delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori e tabella millesimale di ripartizione delle spese per gli interventi riguardanti parti comuni di condomini
  • in caso di lavori effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi, la dichiarazione di consenso del possessore all’esecuzione dei lavori
  • comunicazione preventiva contenente la data di inizio dei lavori da inviare all’Azienda sanitaria locale, se obbligatoria secondo le disposizioni in materia di sicurezza dei cantieri
  • fatture e ricevute fiscali relative alle spese sostenute
  • ricevute dei bonifici di pagamento.

Bonus mobili per la ristrutturazione sottotetto

Ristrutturando il sottotetto oltre alla detrazione fiscale al 50% si può godere di un’altra agevolazione, il bonus mobili, lo sconto dall’Irpef nella misura pari al 50% per l’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici in classe A+ (classe A solo per i forni), acquistati proprio per arredare l’immobile interessato dai lavori. Quindi un doppio incentivo: come il bonus ristrutturazione al 50%, anche quello per i mobili è in vigore fino al 31 dicembre 2019. Cosa si può acquistare con il bonus mobili per il sottotetto ristrutturato? Mobili nuovi come cucine, letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione e grandi elettrodomestici come frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento. La detrazione spettante, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, deve essere calcolata sull’importo massimo di 10.000 euro e tra le spese ammesse in detrazione vi sono anche quelle di trasporto e di montaggio dei beni acquistati. Come previsto per i lavori di ristrutturazione, per avere la detrazione sugli acquisti di mobili e di grandi elettrodomestici occorre effettuare i pagamenti con bonifici bancari o postali, sui quali va indicato la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato. Si può anche pagare con carte di credito o carte di debito e mai con assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.

Se il pagamento è disposto con bonifico bancario o postale, non è necessario utilizzare quello (soggetto a ritenuta) appositamente predisposto da banche e Poste S.p.a. per le spese di ristrutturazione edilizia. La detrazione è ammessa anche se i beni sono stati acquistati con un finanziamento a rate, a condizione che la società che eroga il finanziamento paghi il corrispettivo con le stesse modalità prima indicate e il contribuente abbia una copia della ricevuta del pagamento. I documenti da conservare sono:

  • l’attestazione del pagamento (ricevuta del bonifico, ricevuta di avvenuta transazione, per i pagamenti con carta di credito o di debito, documentazione di addebito sul conto corrente)
  • le fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.

Per avere il bonus mobili per i grandi elettrodomestici – forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga e lavatrici – si ricorda, come detto sopra, che occorre effettuare la comunicazione all’Enea.

La detrazione fiscale al 65% o 50%

Ma chi decide di recuperare il sottotetto di casa può fruire di un’altra detrazione fiscale, l’ecobonus per lavori di risparmio energetico, prorogato anch’esso fino al 31 dicembre 2019. Occorre sottolineare come prima cosa però che tale detrazione fiscale non è sempre applicabile quando si parla di sottotetto.

Condizione fondamentale è che la parte dell’immobile su cui si interviene sia già dotata di impianto di riscaldamento, quindi devono essere già presenti termosifoni, tubi di distribuzione o altri componenti con le medesime funzioni. In tal caso si può decidere di eseguire una serie di lavori che permettono la fruizione dell’ecobonus. Tali lavori sono:

  • riqualificazione energetica di tutto l’edificio con soglia massima di spesa di 100 mila euro.
  • interventi sull’involucro edilizio (ad es. isolamento del tetto o delle pareti, sostituzione di serramenti): l’agevolazione massima per questi lavori arriva fino a 60 mila euro.
  • installazione di pannelli solari: anche per i pannelli solari la detrazione massima è di 60 mila euro.
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale: questi interventi danno diritto ad una detrazione massima di 30 mila euro.

L’agevolazione può essere richiesta per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2019. Per la maggior parte degli interventi la detrazione è pari al 65%, per altri spetta nella misura del 50%. In particolare, dal 1° gennaio 2018 la detrazione è pari al 50% per le seguenti spese:

  • acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi e di schermature solari
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto (dal 2018 gli impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza inferiore alla classe A sono esclusi dall’agevolazione. Se, invece, oltre ad essere in classe A, sono anche dotate di sistemi di termoregolazione evoluti è riconosciuta la detrazione più elevata del 65%.)
  • acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili.

Adempimenti richiesti

Per ottenere l’ecobonus del 65% è necessario che un tecnico abilitato asseveri la rispondenza dell’intervento ai requisiti richiesti e che venga rilasciato l’attestato di prestazione energetica (tranne per la sostituzione di impianti termici con caldaie a condensazione, pompe di calore o impianti geotermici, per l’installazione di pannelli solari e la sostituzione delle finestre) e infine va compilata la scheda informativa relativa ai lavori realizzati. Entro 90 giorni dalla fine dei lavori – termine coincidente con il giorno del collaudo – occorre trasmettere in via telematica all’Enea la copia dell’attestato di certificazione e la scheda informativa degli interventi realizzati. 

Per trasmettere all’ENEA i dati relativi agli interventi con fine lavori compresa tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2019 occorrere attendere la pubblicazione online del portale dedicato. Per trasmettere invece i  dati relativi agli interventi di efficienza energetica ammessi alle detrazioni fiscali fino all’85% e conclusi dopo il 31 dicembre 2017 il portale dedicato è finanziaria2018.enea.it.

Anche per l’ecobonus le spese devono essere effettuate tramite bonifico bancario o postale indicando la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale è effettuato il bonifico, cioè il professionista o l’impresa che ha effettuato i lavori. La detrazione è ripartita in dieci quote annuali di uguale importo.

Quali documenti conservare

Il beneficiario della detrazione deve conservare il certificato di asseverazione redatto dal tecnico, l’APE (ove richiesto), la ricevuta di invio all’Enea tramite internet (o per raccomandata postale) dell’attestato di qualificazione o certificazione/prestazione energetica, la ricevuta del bonifico bancario o postale, le fatture e le ricevute fiscali che comprovano le spese sostenute per i lavori per cui si è richiesto l’ecobonus.

Un’ultima considerazione da tenere a mente: tutte le detrazioni fiscali, bonus ristrutturazione ed ecobonus, non sono cumulabili fra di loro. Nel caso in cui gli interventi realizzati rientrino sia nelle agevolazioni per il risparmio energetico sia in quelle per le ristrutturazioni edilizie, il contribuente potrà scegliere solamente uno dei due benefici fiscali.

Fonte: Cosedicasa

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In rete il nuovo “Sistema Catastale” dell’Agenzia delle Entrate

A cura dell’Agenzia delle Entrate, la pubblicazione annuale offre una puntuale sintesi dei contenuti del sistema informativo catastale e del patrimonio cartografico, le caratteristiche e le procedure di aggiornamento delle banche dati, le iniziative progettuali e l’offerta di servizi a cittadini, professionisti e istituzioni.

Disponibile 24 ore su 24 e con un semplice clic, da oggi è on line sul sito dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione web “Guide, pubblicazioni e riviste”, il volume che rappresenta una sintesi del Catasto Italiano, organo cartografico che cura l’inventario completo dei beni immobili presenti sul territorio del nostro Paese.
La consultazione permette di conoscere le caratteristiche e le procedure di aggiornamento delle banche dati, le iniziative progettuali e l’offerta di servizi a cittadini, professionisti e istituzioni.
Rappresenta, quindi, uno strumento di lavoro fondamentale per il geometra professionista.
Al suo interno un ampio patrimonio di dati, con informazioni provenienti da molteplici banche dati, via via aggiornate nel corso degli anni.
Proprio per questa ragione, il “Sistema Catastale” viene costantemente pubblicato con tutte le novità in termini di procedure e servizi erogati.
Inoltre, è annualmente integrato con i principali dati quantitativi segnaletici, relativi a informazioni di afflusso delle dichiarazioni presentate sia dai professionisti, sia dai cittadini, oltre ai principali dati generali sullo stock del patrimonio immobiliare urbano e dei terreni contenuto negli archivi.
Come rivela questo ultimo censimento, questo sistema consiste complessivamente in circa 74 milioni di immobili o loro porzioni. Di questi, 63,8 milioni sono censiti nelle categorie catastali “ordinarie” e “speciali”, con attribuzione di rendita catastale (rendita catastale totale pari a 36,6 miliardi di euro).
Oltre 6,6 milioni di immobili, spiega inoltre l’Agenzia, costituiscono i “beni comuni non censibili” (cioè beni di utilità comune a più unità immobiliari, che non producono un reddito proprio).
Gli immobili censiti nelle categorie catastali del gruppo F, come unità non idonee a produrre un reddito, sono 3,4 milioni.
In base a quelli che sono gli standard dettati dalle direttive europee e internazionali, il catasto italiano è oggi chiamato a offrire sempre maggiori garanzie sul piano dei dati territoriali a supporto anche delle politiche ambientali per questo è in pieno svolgimento un lavoro di implementazione degli archivi cartografici e catastali.
Così come grande importanza assume oggi più che mai l’integrazione e l’interoperabilità delle informazioni.
Nel tempo le indicazioni cartografiche catastali hanno assunto notevole rilevanza per gli aspetti civili legati al governo del territorio, la protezione civile, la gestione delle emergenze e delle calamità naturali, le indagini sui reati ambientali.
Centrale è anche il lavoro di accertamento catastale per il contrasto a fenomeni come l’evasione e l’elusione fiscale nel settore immobiliare.
Proprio con questo scopo si lavora al completamento dell’Anagrafe immobiliare integrata, un inventario completo e uniforme del patrimonio immobiliare italiano, georeferenziato, a supporto della fiscalità immobiliare, che integri la corretta individuazione dell’immobile con il titolare di diritti reali.
L’Agenzia delle Entrate ha contestualmente pubblicato anche “Il sistema della pubblicità immobiliare 2019”, una sintesi dei contenuti del sistema di pubblicità giuridica con cui si rendono pubblici gli atti di trasferimento della proprietà o si costituiscono, modificano od estinguono i diritti reali su beni immobili, le relative procedure di aggiornamento dei registri immobiliari e l’offerta di servizi.